8. März 2026
Votazione federale 8 marzo 2026: sì all’imposizione individuale, no all’iniziativa SSR
La giornata internazionale della donna 2026 coincide con l’approvazione della legge federale sull’imposizione individuale che prevede l’introduzione entro sei anni di un’imposizione fiscale indipendente dallo stato civile. Il nuovo sistema d’imposizione ha raccolto il 54,2% di voti favorevoli. L’iniziativa SSR, che mirava a ridurre il canone radiotelevisivo da 335 a 200 franchi l’anno, è stata bocciata dal 62% della popolazione e da tutti i Cantoni che si sono espressi a favore di un servizio pubblico forte e hanno ritenuto adeguato il controprogetto indiretto del Consiglio federale che prevede una riduzione del canone a 335 a 300 franchi entro il 2029. Non c’è stata storia invece né per l’iniziativa per il fondo climatico respinta dal 70,7% della popolazione, né per l’iniziativa denaro contante bocciata dal 54,4% della popolazione. Ha prevalso il controprogetto all’iniziativa denaro contante che ha ottenuto il 73,4% di voti favorevoli. Elevata la partecipazione al voto che ha raggiunto il 55,6% dell’elettorato.
© Andrea Arcidiacono, 8 marzo 2026
È una domenica vincente per il Governo svizzero che ottiene il sostegno della popolazione nei quattro temi in votazione l’8 marzo 2026: no all’iniziativa SSR, sì all’imposizione individuale, no al fondo climatico, no all’iniziativa denaro contante e sì al controprogetto all’iniziativa denaro contante.
Sono tutti temi di politica interna, che hanno suscitato un vivo dibattito in Svizzera, in particolare l’iniziativa “200 franchi bastano!” (iniziativa SSR) che voleva ridurre il canone radiotelevisivo a 200 franchi ed esonerare tutte le aziende dal pagamento.
La maggioranza della popolazione e tutti i cantoni hanno respinto l’iniziativa SSR, sostenuta dall’UDC, dai giovani liberali-radicali svizzeri e dall’Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM), che avrebbe dimezzato le entrate generate dal canone radiotelevisivo da 1,3 miliardi a 630 milioni di franchi con conseguenze negative sull’offerta di programmi, l’occupazione e la solidarietà fra le varie regioni linguistiche.
Il controprogetto del Consiglio federale all’iniziativa SSR prevede una riduzione del canone radiotelevisivo da 335 a 200 franchi l’anno entro il 2029 e l’esenzione dell’80% delle aziende dal pagamento del canone radiotelevisivo. Su questo ultimo punto l’USAM continuerà a dare battaglia con l’obiettivo di esonerare tutte le imprese dal pagamento del canone.
Sulla nuova concessione SSR, che sarà valida dal 2029, si preannuncia pure un’intensa battaglia. Il Consiglio federale ha deciso di elaborare la nuova concessione in base alle risorse disponibili e di orientare maggiormente il mandato della SSR all’informazione, all’istruzione e alla cultura. L’offerta online si concentrerà maggiormente sui contenuti audio e audiovisivi. L’offerta testuale online sarà ulteriormente limitata.
La cura dimagrante della SSR continua
La Società svizzera di radiotelevisione (SSR-SRG) ha annunciato il 24 novembre 2025 una ristrutturazione interna che prevede tagli drastici di 270 milioni di franchi, pari al 17 percento del preventivo 2024, una riduzione di 900 posti di lavoro a tempo pieno, pari al 15,7 percento dei posti a fine 2024.
300 posti di lavoro sono già stati risparmiati nell’ambito del programma di ristrutturazione già avviato. Una parte dei 600 posti di lavoro rimanenti saranno ridotti attraverso fluttuazioni naturali e pensionamenti. Sono purtroppo previsti anche licenziamenti. I tagli dei posti di lavoro previsti alla RSI sono più di 100, come ha spiegato al Telegiornale il direttore Mario Timbal il 24 novembre 2025.
Il programma di ristrutturazione è dovuto a diversi fattori, come la trasformazione digitale e il cambiamento delle abitudini di consumo, ma a pesare in modo decisivo sulla riorganizzazione è stata la decisione governativa di ridurre il canone radiotelevisivo annuale dagli attuali 335 franchi a 300 franchi. Una mossa vincente che ha contribuito alla bocciatura dell’iniziativa SSR.
Una ricca mobilitazione
Il fronte contrario all’iniziativa SSR ha saputo mobilitare e convincere a un numero elevato degli aventi diritto di voto grazie a una campagna capillare in tutto il paese e forte del sostegno di numerosi comitati e associazioni provenienti da politica, sindacati, cultura, sport e media.
Il fronte contrario all’iniziativa SSR ha potuto contare su notevoli risorse finanziarie con un budget di 3,88 milioni di franchi, mentre il fronte favorevole all’iniziativa SSR disponeva di un budget di 1,89 milioni di franchi.
In Ticino la campagna del fronte contrario è stata intensa con una forte mobilitazione anche nelle piazze pubbliche e nei media sociali con il rischio di un effetto saturazione che ha contribuito all’elevato numero di voti favorevoli all’iniziativa. Nel canton Ticino il 53,3% % dei votanti ha respinto l’iniziativa SSR, mentre a livello nazionale i no hanno raggiunto il 62% dei votanti.

Una pietra miliare per la parità
Nella giornata internazionale della donna, la Svizzera ha compiuto un passo importante per rafforzare la parità e l’equità fiscale. Il 54,2% della popolazione ha approvato la legge federale sull’imposizione individuale, respingendo i referendum promossi da 10 Cantoni e il comitato interpartitico composto da Centro, Unione Democratica di Centro, Partito evangelico e Unione democratica federale.
La legge federale sull’imposizione individuale abolisce la penalizzazione del matrimonio dovuta all’imposizione congiunta dei redditi che sfavorisce molte coppie sposate rispetto alle coppie in concubinato.
L’imposizione individuale entrerà in vigore entro sei anni dall’odierna approvazione. Ogni persona compilerà la sua dichiarazione dei redditi e pagherà le imposte sul proprio reddito e patrimonio, in modo indipendente dallo stato civile.
Il secondo più basso di una coppia, solitamente quello della moglie, non sarà più assorbito dalla progressione fiscale in caso di un aumento dell’attività lucrativa. L’abolizione della penalizzazione del matrimonio favorirà l’occupazione con effetti positivi sull’economia nazionale e sulle aziende alla ricerca di personale qualificato.
Confederazione, Cantoni e Comuni
In futuro non solo la Confederazione, ma anche i Cantoni e i Comuni applicheranno l’imposizione individuale. Questo comporterà un’ulteriore semplificazione e adeguamento del sistema fiscale. I Cantoni e i Comuni avranno tempo sei anni per applicare il nuovo sistema d’imposizione. Dovranno essere in particolare adeguate sia le aliquote fiscali che le deduzioni.
Il comitato interpartitico «Sì all’imposizione individuale», composto da Partito liberale radicale, Verdi liberale, Verdi e Partito socialista, associazioni economiche e organizzazioni femminili, si aspetta che il Centro ritiri la propria iniziativa “Sì a imposte federali eque anche per i coniugi – Basta con la discriminazione del matrimonio!» dopo questa decisione democratica a favore dell’imposizione individuale. Ma il Centro ha dichiarato di non essere disposto a rinunciare alla sua iniziativa popolare a favore dell’imposizione congiunta, malgrado il sì all’imposizione individuale sancito oggi in votazione popolare.
© Andrea Arcidiacono, 8 marzo 2026
Risultati votazione popolare dell’8 marzo 2026
https://www.bk.admin.ch/ch/i/pore/va/20260308/index.html
Comitato no all’iniziativa contro la SSR
https://iniziativa-ssr-no.ch/notizie/garantire-laccesso-a-uninformazione-affidabile-lelettorato-dice-un-chiaro-no-al-taglio-dei-mezzi-di-informazione/
Comitato interpartitico “Sì all’imposizione individuale”
https://ja-zur-individualbesteuerung.ch/it/si-allimposizione-individuale-una-pietra-miliare-per-la-parita/

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