Le ferite aperte di Crans-Montana a tre mesi dal rogo di Capodanno

Commemorazione per le vittime di Crans Montana, Ambasciata italiana 1 aprile 2026


Le ferite aperte di Crans-Montana a tre mesi dal rogo di Capodanno

L’ambasciata italiana in Svizzera ha reso omaggio alle 41 vittime del rogo di Capodanno durante una cerimonia che si è tenuta il primo aprile 2026 nel memoriale allestito a Crans-Montana. A tre mesi dalla tragedia 38 delle 115 persone ferite nell’incendio del bar «Le Constellation» sono ancora ricoverate in Svizzera, Francia, Italia e Germania. Il Canton Vallese e la Confederazione hanno deciso di sostenere le vittime e i loro congiunti con aiuti finanziari e contributi di solidarietà. Sul fronte giudiziario la complessa inchiesta penale, che coinvolge sinora nove imputati e 263 parti civili rappresentati da 74 avvocati, prosegue il suo difficile corso. La cooperazione giudiziaria fra Svizzera e Italia è stata avviata in modo costruttivo, mentre le relazioni politiche rimangono avvolte dall’incertezza. 

© Andrea Arcidiacono, 1° aprile 2026

Alla cerimonia di commemorazione, che si è tenuta nel memoriale allestito nei pressi della capella Saint-Christophe a Crans-Montana, ha partecipato l’incaricato d’affari dell’ambasciata italiana Diana Forte al posto dell’ambasciatore Gian Lorenzo Cornado ancora richiamato a Roma.

La delegazione italiana ha voluto esprimere la sua solidarietà e vicinanza a tutte le vittime del rogo di Capodanno. Fra le 41 vittime di età compresa fra i 14 e i 39 anni figuravano 23 persone di nazionalità svizzera e 18 persone provenienti da altri paesi: otto francesi, sei italiani, una belga, una portoghese, un rumeno e un turco. 

La tragedia di Crans-Montana ha suscitato sin da subito una forte ondata d’incredulità, stupore e incomprensione considerata la giovane età delle vittime e le lacune emerse nell’applicazione delle elementari norme anti-incendio da parte dei gestori e nel controllo di queste norme da parte delle autorità comunali e cantonali.

L’inchiesta penale, avviata dal Ministero pubblico del canton Vallese il 2 gennaio 2026, prosegue il suo difficile corso. Sono sinora nove gli imputati che sono indagati per omicidio colposo, lesioni personali colpose e incendio colposo. Rischiano fino a quattro anni e mezzo di detenzione.

Fra i nove imputati figurano i coniugi Jacques e Jessica Moretti, il sindaco di Crans-Montana Nicolas Féraud, Kevin Barras, già municipale e responsabile del Servizio di sicurezza pubblica del comune di Crans-Montana e cinque altre persone che lavorano o hanno lavorato per il servizio di sicurezza pubblica del comune vallesano. 

Inchiesta penale Crans-Montana @RTS
(c) RTS, Instagram, 1 aprile 2026

Le continue fughe di notizie, alcune decisioni incomprensibili e la mancanza di trasparenza hanno creato un clima di sfiducia che pesa sulla credibilità della procura vallesana. 

La decisione del Tribunale delle misure coercitive di Sion di scarcerare l’imputato Jacques Moretti dopo il versamento di una cauzione di 200 mila franchi ha suscitato viva incomprensione e forte indignazione in Svizzera e in Italia. 

Questa decisione giudiziaria ha indotto il governo italiano a richiamare in patria il 24 gennaio 2026 l’ambasciatore italiano in Svizzera Gian Lorenzo Cornado. Il suo rientro in carica è stato vincolato dall’avvio di una collaborazione giudiziaria fra i due paesi e dall’immediata costituzione di una squadra investigativa comune. 

Cooperazione giudiziaria avviata 

La collaborazione giudiziaria fra il Ministero pubblico del canton Vallese e la procura di Roma è stata avviata su binari positivi con un primo incontro a Berna il 19 febbraio e una prima missione a Sion il 25 e il 26 marzo 2026. Il denominatore comune è la reciprocità nell’accesso agli atti dell’istruttoria penale nei due paesi. 

La delegazione della procura di Roma ha potuto prendere visione integrale del dossier investigativo svizzero di oltre 3 500 pagine e ha richiesto l’acquisizione di un migliaio di documenti. La procura generale di Sion si è impegnata a sveltire la complessa procedura di valutazione e di trasmissione attraverso il coinvolgimento dell’Ufficio federale di giustizia.  

La richiesta del governo italiano di costituire una squadra investigativa comune è rimasta lettera morta. L’ambasciatore italiano Gian Lorenzo Conrado è ancora a Roma, malgrado alcune speculazioni nei media su un suo possibile rientro a Berna. 

Il no alla riforma della giustizia in Italia e la guerra in Iran hanno fatto passare in secondo piano le tensioni politiche ed economiche fra Svizzera e Italia che pesano tuttora sulle relazioni bilaterali. 

Aiuti urgenti e contributi di solidarietà

La tragedia straordinaria di Crans-Montana, la sua dimensione internazionale e la pressione dell’Italia hanno spinto le autorità cantonali e federali a prendere importanti decisioni a favore delle vittime e dei familiari. 

In memoria delle vittime di Crans-Montana
In ricordo delle vittime del tragico incendio di Crans-Montana, 1 aprile 2026.

Il Canton Vallese ha deciso di versare a titolo di aiuto urgente un’indennità di 10 000 franchi a tutte le famiglie delle vittime ferite o decedute. A questo aiuto urgente si è aggiunto il contributo di solidarietà federale di 50 000 franchi a favore dei medesimi beneficiari dell’aiuto cantonale deciso dal Parlamento federale con clausola d’urgenza.

Questi aiuti straordinari si aggiungono agli aiuti cantonali immediati che sono previsti dalla Legge federale sull’aiuto alle vittime attraverso le prestazioni dei consultori cantonali. Gli aiuti immediati comprendono le prestazioni di consulenza giuridica e psicologica, le prestazioni mediche non coperte dalle assicurazioni sociali, le spese di alloggio e di viaggio per i familiari. 

La Fondazione Beloved

Il canton Vallese ha ufficialmente costituito il 26 marzo 2026 con atto notarile la Fondazione Beloved, il cui scopo principale è il sostegno finanziario agli eredi delle vittime, alle persone ferite e ai loro familiari, e anche al personale direttamente impegnato nella gestione dell’incendio o nell’assistenza alle vittime del rogo di Capodanno.

La fondazione dispone di un capitale iniziale di un milione di franchi destinato al suo funzionamento. Le promesse di donazioni ammontano a 24 milioni di franchi secondo la seguente ripartizione: 10 milioni di franchi dal canton Vallese, 7 milioni di franchi dal Canton Vaud, 1 milione di franchi dal comune di Crans-Montana e 6 milioni di franchi da organizzazioni e privati. 

L’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, è uno dei nove membri del consiglio di fondazione, delegato delle famiglie delle vittime italiane: «È un incarico che accolgo con emozione, rispetto e vicinanza». Il Consiglio di fondazione, composto da nove membri, è presieduto dall’ex Consigliera federale Doris Leuthard

La tavola rotonda

Il Parlamento svizzero ha accettato anche la proposta del Governo di istituire una tavola rotonda per facilitare il dialogo fra le vittime e i loro familiari, le assicurazioni, altri soggetti chiamati a versare prestazioni e le autorità coinvolte: il comune di Crans-Montana, il Canton Vallese e la Confederazione.

La tavola rotonda, la cui partecipazione è facoltativa, mira a facilitare il processo di conciliazione e agevolare una soluzione extragiudiziale, che dovrebbe permettere di evitare lunghi procedimenti giudiziari 

Il Parlamento svizzero ha bocciato il contributo federale urgente di 20 milioni di franchi per eventuali soluzioni extragiudiziali che sarà esaminato nella procedura ordinaria. Il Consiglio federale nominerà il presidente della tavola rotonda che assumerà un ruolo centrale nella ricerca di una soluzione conciliativa a favore delle vittime e dei loro congiunti. 

© Andrea Arcidiacono, 1° aprile 2026

Comunicato stampa Fondation Beloved – Signature de l’acte constitutif. 26 marzo 2026
Crans-Montana – ora gli svizzeri vogliono le carte di Roma. ANSA, 26 marzo 2026
Crans-Montana: contributo di solidarietà in vigore da subito. Parlamento federale, 16 marzo 2026

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