29. Januar 2026
Tragedia Crans-Montana: “Il Canton Vallese non può farcela da solo, ma ha bisogno di rinforzi esterni per ritrovare la fiducia perduta”
Lo sostiene l’avvocato e notaio Fulvio Pelli, che vanta una lunga esperienza sia nella politica che nella magistratura svizzere. L’autorità politica del Canton Vallese deve dare un segnale chiaro in patria e all’estero di prendere molto sul serio sia il tema delle responsabilità che il tema dei risarcimenti. Essa dovrebbe imporre una strategia di contenimento dei danni in particolare con la creazione di una task-force o un gruppo di lavoro composto anche da personalità competenti nell’accertamento delle responsabilità penali e con compiti anche d’informazione pubblica. L’autorità politica vallesana potrebbe anche chiedere al Consiglio federale di designare questo gruppo di lavoro con esperti al di sopra di ogni sospetto.
© Andrea Arcidiacono, Lugano, 29 gennaio 2026
Il devastante incendio del primo gennaio 2026 al bar Le Constellation di Crans-Montana continua a provocare forti emozioni e tensioni in Svizzera e all’estero. La Svizzera, la Francia e l’Italia hanno pagato il più altro tributo di vittime del rogo di Capodanno che ha causato il decesso di 40 persone e il ferimento grave di 116 persone.
L’inchiesta penale, affidata al Ministero pubblico del canton Vallese, avanza in modo traballante e le continue fughe di notizie non contribuiscono a creare un clima di fiducia attorno alla magistratura vallesana. La drammatica vicenda continua a far scorrere fiumi d’inchiostro.
Le forti critiche del governo italiano e dell’ambasciatore italiano in Svizzera, che è stato richiamato in Italia per spingere le autorità giudiziarie vallesane a una maggiore cooperazione, hanno innescato una crisi diplomatica fra i due paesi che vantano stretti legami culturali ed economici.
L’avvocato e notaio Fulvio Pelli, già membro del Consiglio nazionale, Presidente del Partito liberale-radicale (PLR) e sostituto procuratore pubblico specializzato in diritto penale, ci concede un’intervista di largo respiro con alcuni piste e suggerimenti per ricostruire il bene più prezioso sinora andato perso nell’intera vicenda: la fiducia nelle autorità politiche e giudiziarie del Canton Vallese e indirettamente della Svizzera. Lo abbiamo incontrato nel suo studio a Lugano.
Arci-Blog: i tempi lunghi della giustizia e i tempi brevi dei media: come conciliare questi due mondi così diversi durante l’inchiesta penale sulla tragedia di Crans-Montana che si contraddistingue anche da numerose fughe di notizie e da forti pressioni in Svizzera e all’estero?
Fulvio Pelli: Quando si è confrontati con un caso penale di natura dei fatti, che emergono da Crans-Montana, i lavori dei magistrati non possono non tenere conto della risonanza mediatica che questo caso necessariamente provoca. Quindi bisogna prevedere delle misure informative che possano portare al convincimento, di chi le riceve, che il lavoro svolto, è un lavoro ben fatto. Se non si prendono queste precauzioni, finire nei guai è praticamente automatico, perché la pressione dei media perlomeno agli inizi di un’indagine con un retroscena così drammatico è intensissima e tende a calare molto lentamente.
Arci-Blog: Ci sono forti pressioni soprattutto dall’Italia. Siamo di fronte a una crisi diplomatica. Anche il Ministero pubblico del Canton Vallese è sotto pressione. Quali sono le possibili vie d’uscita da questa grave situazione? Basta lasciare la giustizia seguire il suo corso o sono necessarie misure immediate?
Fulvio Pelli: Lasciare la giustizia seguire il suo corso con la lentezza che la contraddistingue, che è anche richiesta di competenza e di giusti approfondimenti e non soltanto di errori, vuol dire essere accompagnati perennemente da una sfiducia mediatica, che si esprimerà in molti modi con alti e bassi e renderà il lavoro dei magistrati ancora più difficile. Secondo me sia l’autorità politica che l’autorità giudiziaria vallesane devono fare una riflessione sull’evoluzione a medio e lungo termine di questa vicenda e capire che non possono continuare nel modo in cui hanno iniziato. È un modo disattento alle necessità dell’informazione pubblica e pericoloso per la presenza di parecchi errori di partenza nell’inchiesta. Dovrebbe essere l’autorità politica a imporre una strategia di contenimento dei danni che questa inchiesta può portare all’immagine del Vallese e indirettamente anche all’immagine della Svizzera. Tocca a loro farlo, perché solo loro sono del luogo in cui i fatti sono avvenuti. E purtroppo non è un luogo al di sopra di ogni sospetto.
Arci-Blog: È quindi necessario un cambio di passo deciso anche da parte dell’autorità giudiziaria vallesana?
Fulvio Pelli: L’autorità giudiziaria deve fare un’analisi approfondita dell’evoluzione di questo procedimento, quali complicazioni implicherà e quali tempi necessiterà, poiché i tempi saranno inevitabilmente lunghi. Le responsabilità, che verranno accertate, non porteranno a condanne esemplari, come ad esempio in caso di omicidio intenzionale o di strage dovuta a fatti gravi. È un incidente presumibilmente per responsabilità di negligenza sia dei protagonisti della scena sia delle autorità politiche. Se bisognerà sistematicamente essere confrontati con una pressione mediatica, come quella a cui si assiste oggi, difficilmente il lavoro potrà essere condotto a buon fine.
Arci-Blog: Una pressione mediatica forte, ma anche una pressione politica forte soprattutto da parte dell’Italia. Il Consiglio federale mantiene una certa prudenza e si richiama alla separazione dei poteri, mentre il Parlamento è critico. Non siamo forse entrati nel gioco politico del governo italiano con reazioni anche molte emotive da parte elvetica?
Fulvio Pelli: Non sappiamo bene cosa ha fatto sinora l’autorità giudiziaria italiana. Apparentemente ha già chiesto informazioni giudiziarie per rogatoria. Sta già agendo, ma agisce nel silenzio. L’autorità politica italiana si muove invece con criteri politici, che non sono quelli della magistratura, e ha tempi immediati. Sono quindi incompatibili con il lavoro della magistratura. Per questo sostengo che anche l’autorità politica del Canton Vallese deve dare un segnale di prendere molto sul serio sia il tema delle responsabilità che il tema dei risarcimenti. Altrimenti le responsabilità saranno appurate fra cinque anni al minimo e le indennità pagate ancora dopo con gravissimi problemi per tutte le famiglie con vittime e superstiti. Non capire questa necessità da parte della politica e da parte della magistratura vallesane è un clamoroso errore.
Arci-Blog: C’è anche chi propone la creazione di un fondo speciale gestito e coordinato dalla Confederazione per poter far fronte a tutte le richieste di risarcimento, come nel caso dell’attentato di Luxor nel 1997. Cosa ne pensa?
Fulvio Pelli: Bisogna andare in questa direzione e fare in modo che vi siano i mezzi per far fronte ai bisogni iniziali, che sono i più drammatici di queste famiglie coinvolte, a cui si aggiungono tutti i costi di patrocinio legale, che rischiano di essere la seconda grave causa di costi sostenuti dalle famiglie. Lo può fare anche la Confederazione, anche se il caso di Luxor era un caso all’estero, che non riguardava un singolo cantone. Anche la Confederazione deve rispettare le competenze dei Cantoni. Se è necessario prendere delle misure per rendere compatibile l’iter politico-informativo con l’iter giudiziario, la Confederazione potrebbe anche prendere l’iniziativa anche perché il nostro sistema federalista è difficilmente comprensibile all’estero, dove il primo ministro e il Presidente della Repubblica sono i primi a muoversi e non i dirigenti di un cantone o di una regione marginale dei loro Stati.
Arci-Blog: Come ricostruire la fiducia nella capacità della magistratura del canton Vallese di trovare la verità e condannare i colpevoli?
Fulvio Pelli: Se il canton Vallese avesse immediatamente messo in atto una task-force, un’entità, con personalità anche competenti nell’accertamento delle responsabilità penali per fare d’accompagnamento alla sua magistratura, in quello che non è solo un compito della magistratura, ma un compito d’informazione pubblica, ci saremmo trovati in una situazione molto migliore rispetto a quella in cui ci si trova adesso. Si vede una magistratura tentennante, che commette errori, se piccoli o grandi lo sapremo solo in un secondo tempo. È una magistratura che non sequestra, sembra non accertare, non interroga o interroga con ritardo, usa parametri di cauzione sproporzionatamente minimi per quanto riguarda la gravità del fatto che si è verificato. Tutti questi errori spiegano, perché nessuno si fida. E tutti continueranno a non fidarsi, compresi molti cantoni svizzeri, compresi i colleghi svizzero-tedeschi, che fanno già fatica a capire le mentalità latine delle loro minoranze, ma che conoscono le caratteristiche di un po’ tutti i cantoni e li guardano con sospetto. A non fidarsi non è solo l’Italia, che ha le sue logiche politiche con il primo ministro che si muove oltre il ragionevole.
In Vallese dovrebbero capire che da soli avranno guai continui. Accompagnati dalla competenza di persone insospettabili ne avrebbero molti di meno. Potrebbero essere persone provenienti da altri cantoni e dalla Confederazione. L’autorità politica vallesana potrebbe chiedere al Consiglio federale di designare un gruppo di lavoro che coinvolge anche professori universitari esteri. Se non riescono a ricreare un clima di fiducia attorno alla loro inchiesta, la loro inchiesta sarà un’inchiesta eterna e costantemente negativa per l’intero paese per non parlare dei danni che subirà il Vallese dal punto di vista dell’immagine e della reputazione.

Arci-Blog: Cosa possiamo e dobbiamo imparare da questa tragedia, se possiamo già imparare qualcosa adesso?
Fulvio Pelli: Bisognava già essere consapevoli, che in caso di eventi della dimensione di quello di Crans-Montana, il dilettantismo non va bene. Ci vuole professionalità e anche la probabile correttezza dei magistrati, sulla quale non oso formulare anticipatamente critiche, non può bastare, poiché hanno dato l’impressione di non saper fare il loro mestiere. Avrebbero dovuto capire che hanno bisogno di rinforzi e di credibilità, quella credibilità che da soli non riusciranno mai a conquistare. Questo vale anche per futuri incidenti dello stesso tipo. Gli incidenti succedono perché l’essere umano sbaglia e il limite dell’errore e le cause dell’errore devono essere ben chiarite per arrivare alla conclusione che sono dovute solo a negligenza. Se la magistratura non ha credibilità, non lo avranno nemmeno le sue argomentazioni.
© Andrea Arcidiacono, Lugano, 29 gennaio 2026
COOPERAZIONE GIUDIZIARIA FRA SVIZZERA E ITALIA
Secondo il codice di procedura penale italiano, anche la giustizia italiana ha dovuto avviare un procedimento penale in relazione all’incendio di Crans-Montan, poiché sono coinvolti anche cittadini italiani.
Il 13 gennaio 2026 la magistratura italiana aveva inoltrato una richiesta di assistenza giudiziaria alla Confederazione. L’Ufficio federale di giustizia l’ha poi trasmessa il 14 gennaio 2026 al Ministero pubblico della Confederazione, ha affermato l’Ufficio federale di giustizia, interpellato dall’agenzia Keystone-ATS. Le due autorità di perseguimento penale hanno la possibilità di collaborare per condurre indagini nell’ambito delle cosiddette squadre investigative comuni (SIC).
Il Ministero pubblico del Canton Vallese ha comunicato all’Ufficio federale di giustizia, nella sua funzione di autorità centrale per l’assistenza giudiziaria internazionale in materia penale, che darà seguito alla richiesta italiana entro la fine della settimana. Il 30 gennaio 2026 il Ministero pubblico del Canton Vallese ha deciso di concedere l’assistenza giudiziaria all’Italia e metterà a disposizione degli inquirenti italiani tutti gli atti dell’indagine sulla tragedia di Capodanno a Crans Montana.
Secondo l’ambasciatore svizzero a Roma, Roberto Balzaretti, il Ministero pubblico del Canton Vallese incontrerà a metà febbraio 2026 gli inquirenti italiani nel quadro delle indagini in corso per far luce sulla tragedia di Capodanno avvenuta a Crans-Montana.
FONTI:
La giustizia e l’immagine della Svizzera – Essere giovani dopo Crans-Montana.
RSI, 60 MINUTI, 19.1.2026
Fulvio Pelli è un avvocato, notaio e politico svizzero. Wikipedia, 29.1.2026. https://it.wikipedia.org/wiki/Fulvio_Pelli
Drame de Crans-Montana. Sondage confiance autorités du Canton du Valais. 27.1.2026
https://dialogue.rts.ch/fr/talk/debat/drame-de-crans-montana-avez-vous-confiance-dans-la-procedure-menee-par-les-autorites-valaisannes

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