{"id":27002,"date":"2018-09-28T15:29:10","date_gmt":"2018-09-28T13:29:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.arcidiacono-consulting.ch\/tempi-supplementari-fra-svizzera-e-ue\/"},"modified":"2019-04-30T14:10:46","modified_gmt":"2019-04-30T12:10:46","slug":"tempi-supplementari-fra-svizzera-e-ue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.arcidiacono-consulting.ch\/en\/tempi-supplementari-fra-svizzera-e-ue\/","title":{"rendered":"Tempi supplementari fra Svizzera e Unione Europea"},"content":{"rendered":"<p>I negoziati fra la Svizzera e l\u2019Unione Europea (UE) per la conclusione di un Accordo istituzionale sono entrati nei tempi supplementari. Il tempo stringe e la finestra d\u2019opportunit\u00e0 scade a met\u00e0 ottobre, ha affermato la Commissione Europea in reazione alla decisioni di politica europea del Governo svizzero.<\/p>\n<p>Nella seduta del 28 settembre 2018 il Consiglio federale ha deciso di continuare le trattative bilaterali per un accordo istituzionale nell\u2019ambito dell\u2019attuale mandato negoziale. Tale mandato prevede alcune linee rosse che non possono essere oltrepassate: in particolare le misure d\u2019accompagnamento all\u2019Accordo di libera circolazione delle persone (ALCP).<\/p>\n<h2>Il pomo della discordia<\/h2>\n<p>La Svizzera ha messo in vigore nel 2004 le misure d\u2019accompagnamento alla libera circolazione delle persone per garantire il rispetto delle condizioni salariali e lavorative in Svizzera, il cui livello salariale \u00e8 nettamente superiore a quello dei paesi dell\u2019Unione Europea.<\/p>\n<p>Secondo i dati della Segreteria di Stato dell&#8217;Economia (SECO) nel 2014 il salario mensile medio lordo nei 28 paesi dell\u2019UE ammontava a 2200 euro e raggiungeva quindi i due terzi del salario mensile medio lordo in Svizzera pari a 3428 euro.<\/p>\n<p>Sin dal 2004 l\u2019Unione Europea ha considerato tali misure d\u2019accompagnamento non conformi con l\u2019Accordo di libera circolazione delle persone. L\u2019obbligo di notifica dei lavoratori distaccati con un preavviso di otto giorni e l\u2019obbligo di versare una cauzione per la copertura di sanzioni contrattuali sono considerate dall\u2019UE misure sproporzionate e discriminatorie.<\/p>\n<h2>L\u2019Accordo istituzionale<\/h2>\n<p>Vista l\u2019impossibilit\u00e0 di trovare una soluzione nel quadro del comitato misto l\u2019Unione Europea ha chiesto alla Svizzera di trovare una soluzione giuridica stabile vincolante attraverso un Accordo istituzionale. I negoziati fra i due partner sono iniziati nel 2014 e sinora non hanno avuto un esito positivo.<\/p>\n<p>Sul fronte interno i partner sociali, in particolare le organizzazioni sindacali, non sono disposti a fare la minima concessione sulle misure d\u2019accompagnamento dopo il tentativo andato a vuoto da parte del ministro degli affari esteri e del ministro dell\u2019economia di trovare soluzione alternative. I sindacati si sono chiusi a riccio nella difesa dei diritti acquisiti.<\/p>\n<p>\u00ab<em>Il Consiglio federale vuole garantire la protezione salariale<\/em>\u00bb, ha affermato il Consigliere federale Ignazio Cassis che insieme agli altri membri del Governo cercher\u00e0 nelle prossime settimane di ricucire lo strappo con i partner sociali.<\/p>\n<p>Senza concessioni in questo ambito l\u2019UE non \u00e8 disposta a concludere l\u2019Accordo istituzionale e nemmeno a riconoscere in modo illimitato l\u2019equivalenza della borsa svizzera che \u00e8 diventata moneta di scambio nei negoziati per un Accordo istituzionale.<\/p>\n<h2>L\u2019Unione Europea inasprisce i toni<\/h2>\n<p>Rispetto a inizio 2018 ci sono stati progressi in altri ambiti negoziali: la creazione di un tribunale arbitrale per l\u2019adeguamento giuridico e la risoluzione delle controversie \u00e8 considerata acquisita, mentre la questione degli aiuti statali \u00e8 in via di risoluzione.<\/p>\n<p>Sui tempi di conclusione dei negoziati il ministro degli affari esteri Ignazio Cassis non ha voluto sbilanciarsi. \u00ab<em>Non c\u2019\u00e8 una scadenza fissa, ma bisogna cogliere l\u2019opportunit\u00e0 in questa fase, poich\u00e9 nel 2019 le elezioni del parlamento europeo e le elezioni federali in Svizzera renderanno impossibile la continuazione del mandato negoziale<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>L\u2019Unione Europea preme invece sulla Svizzera e ritiene necessario concludere un accordo entro met\u00e0 ottobre prima del 12esimo vertice Asia-Europa (ASEM) che si terr\u00e0 a Bruxelles il 18 e 19 ottobre 2018.<\/p>\n<p>La Commissione Europea ha inoltre ribadito che gli aiuti statali e le misure d\u2019accompagnamento devono essere parte integrante dell\u2019accordo istituzionale. Chi vuole fare affari con l\u2019Unione Europea deve inoltre rispettare le regole del gioco del mercato interno.<\/p>\n<h2>Missione impossibile<\/h2>\n<p>A inizio ottobre 2018 la Commissione Europea attende con trepidazione il Segretario di Stato Roberto Balzaretti per l\u2019ennesima tornata negoziale da concludere entro met\u00e0 ottobre. Il compito del capo-negoziatore elvetico ha il sapore della missione impossibile: il raggiungimento di un\u2019intesa su tutti i punti aperti nell\u2019ambito del mandato negoziale attuale.<\/p>\n<p>La Svizzera chiede infatti di escludere dal campo d\u2019applicazione dell\u2019accordo istituzionale anche la direttiva europea sulla cittadinanza e i suoi sviluppi, in particolare il Regolamento sul versamento delle prestazioni ai disoccupati frontalieri.<\/p>\n<p>Lo stato, in cui il lavoratore frontaliero esercita la sua attivit\u00e0 lucrativa, sar\u00e0 responsabile del versamento delle indennit\u00e0 di disoccupazione e non pi\u00f9 lo stato di residenza del lavoratore frontaliero.\u00a0Questo cambiamento di paradigma, che dovr\u00e0 ancora essere approvato dal Parlamento europeo, potrebbe causare costi supplementari di diverse centinaia di milioni di franchi alla Svizzera.<\/p>\n<p>\u00ab<em>Dobbiamo convincere l\u2019Unione Europea che la Svizzera applica gi\u00e0 la Direttiva europea sulla cittadinanza. Dobbiamo anche convincere l\u2019UE che abbiamo bisogno di una regolamentazione speciale per il versamento delle prestazioni dell&#8217;assicurazione disoccupazione ai lavoratori frontalieri. Non \u00e8 chiaro, se ce la faremo. Se non raggiungiamo un\u2019intesa su questi punti, non ci sar\u00e0 un Accordo istituzionale<\/em>\u00bb, ha concluso Roberto Balzaretti.<\/p>\n<h2>Il miliardo di coesione<\/h2>\n<p>Il Consiglio federale ha pure approvato nella seduta del 28 settembre 2018 la proposta di concedere un secondo contributo di coesione a favore dell\u2019Unione Europea per ridurre le disparit\u00e0 economiche e sociali in alcuni stati e migliorare la gestione dei flussi migratori.<\/p>\n<p>Un gesto d\u2019apertura nei confronti dell\u2019Unione Europea che \u00e8 il frutto di un calcolo politico. La decisione sulla concesione di questi crediti \u2013 che ammontano a 1,3 miliardi di franchi sull\u2019arco di 10 anni \u2013 \u00e8 nelle mani del Parlamento.<\/p>\n<p>Se l\u2019Unione Europea non dovesse riconoscere l\u2019equivalenza della Borsa svizzera, il Parlamento potrebbe riesaminare la situazione e decidere di non concedere il miliardo di coesione.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>(c) Andrea Arcidiacono<\/strong><\/p>\n<p><strong>Fonti:<\/strong><\/p>\n<p>Il Consiglio federale porta avanti i negoziati con l&#8217;UE nell&#8217;ambito del mandato attuale, DFAE, 28.9.2018, <a href=\"https:\/\/bit.ly\/2NRAa3e\">https:\/\/bit.ly\/2NRAa3e\u00a0<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I negoziati fra la Svizzera e l\u2019Unione Europea (UE) per la conclusione di un Accordo istituzionale sono entrati nei tempi supplementari. 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