{"id":27020,"date":"2018-07-23T15:38:30","date_gmt":"2018-07-23T13:38:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.arcidiacono-consulting.ch\/negoziati-svizzera-unione-europea-its-the-economy-stupid\/"},"modified":"2019-05-06T08:07:44","modified_gmt":"2019-05-06T06:07:44","slug":"negoziati-svizzera-unione-europea-its-the-economy-stupid","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.arcidiacono-consulting.ch\/en\/negoziati-svizzera-unione-europea-its-the-economy-stupid\/","title":{"rendered":"Svizzera-Unione Europea: it&#8217;s the economy, stupid!"},"content":{"rendered":"<p>La Svizzera \u00e8 nel cuore dell\u2019Europa, ma non \u00e8 uno stato membro dell\u2019Unione Europea (UE). Dopo il no di popolo e Cantoni all\u2019adesione allo Spazio economico europeo, il 6 dicembre 1992, la Svizzera ha scelto di sviluppare le relazioni con l\u2019UE attraverso la conclusione di nuovi accordi bilaterali: in particolare nel campo dell\u2019economia, della ricerca e della cooperazione in materia di sicurezza interna (Schengen) e di asilo (Dublino).<\/p>\n<h2>Il primo pacchetto di accordi bilaterali<\/h2>\n<p>Il primo pacchetto di accordi bilaterali \u00e8 composto da sette accordi di primaria importanza per garantire l\u2019accesso al mercato interno europeo: la libera circolazione delle persone, la rimozione degli ostacoli tecnici al commercio (MRA \u00abMutual recognition agreement\u00bb), gli appalti pubblici, l\u2019agricoltura, i trasporti terrestri, i trasporti aerei e la partecipazione ai programmi quadro di ricerca dell\u2019UE.<\/p>\n<p>Il popolo svizzero ha approvato il primo pacchetto di accordi bilaterali il 21 maggio 2000 con il 67,2% di voti favorevoli. I sette accordi sono stati negoziati in modo parallelo e sono legati fra di loro dalla cosiddetta &#8222;clausola ghigliottina&#8220;. Se uno dei sette accordi dovesse essere abrogato, anche i rimanenti sei accordi decadrebbero.<\/p>\n<h2>La libera circolazione delle persone<\/h2>\n<p>L\u2019Accordo sulla libera circolazione delle persone fra la Svizzera e l\u2019UE \u00e8 entrato in vigore il 1 giugno 2002. Il popolo svizzero ha approvato nel 2006 e nel 2009 l\u2019estensione dell\u2019Accordo di libera circolazione delle persone ai dieci stati, che hanno aderito all\u2019UE nel 2004, e a Bulgaria e Romania. Dal 2017 l\u2019accordo \u00e8 in vigore anche con la Croazia.<\/p>\n<p>Il 9 febbraio 2014 il popolo e i Cantoni hanno approvato l\u2019iniziativa popolare contro l\u2019immigrazione di massa, lanciata dall\u2019Unione democratica di centro. Secondo l\u2019iniziativa la Svizzera deve gestire in modo autonomo l\u2019immigrazione attraverso l\u2019introduzione di tetti massimi e contingenti annuali per gli stranieri che lavorano nel nostro paese.<\/p>\n<p>L\u2019attuazione dell\u2019iniziativa ha creato un conflitto con l\u2019Accordo di libera circolazione delle persone che concede agli svizzeri e ai cittadini degli stati membri dell\u2019UE il diritto di scegliere liberamente il paese, in cui lavorare e soggiornare.<\/p>\n<p>In un difficile esercizio di equilibrismo fra rispetto della Costituzione federale e dell\u2019accordo di libera circolazione delle persone il Parlamento svizzero ha adottato nel dicembre 2016 la legge di applicazione dell\u2019iniziativa popolare contro l\u2019immigrazione di massa.<\/p>\n<h2>L\u2019attuazione dell\u2019iniziativa sull\u2019immigrazione di massa<\/h2>\n<p>La legge d\u2019attuazione dell\u2019iniziativa contro l\u2019immigrazione di massa non prevede n\u00e9 tetti massimi n\u00e9 contingenti, ma l\u2019obbligo di notifica dei posti vacanti agli Uffici regionali di collocamento nei gruppi professionali, nei settori d\u2019attivit\u00e0 o nelle regioni economiche con un tasso disoccupazione superiore alla media.<\/p>\n<p>Alle persone in cerca d\u2019impiego, che sono registrate in un ufficio regionale di collocamento, \u00e8 data la precedenza nell\u2019accesso alle informazioni sui posti vacanti durante un periodo di cinque giorni.<\/p>\n<p>L\u2019obbligo di annuncio dei posti vacanti da parte delle imprese \u00e8 entrato in vigore il 1\u00b0 luglio 2018 nei generi di professione in cui il tasso di disoccupazione \u00e8 superiore all\u20198%. Dal primo gennaio 2020 questa soglia sar\u00e0 ridotta al 5%.<\/p>\n<h2>Le misure d\u2019accompagnamento<\/h2>\n<p>Le misure di accompagnamento alla libera circolazione delle persone sono uno dei punti chiave del negoziato fra Svizzera e UE.<\/p>\n<p>In vigore dal 2002 esse perseguono un triplice obiettivo: la tutela delle condizioni salariali e lavorative in Svizzera, la garanzia di condizioni competitive eque fra aziende svizzere ed estere e l\u2019accettazione politica dell\u2019Accordo della libera circolazione delle persone fra la Svizzera e l&#8217;Unione Europea.<\/p>\n<p>Esse mirano a tutelare i lavoratori dipendenti contro il dumping salariale e sociale, in particolare nelle regioni di frontiera sottoposte a una maggiore pressione salariale e a una maggiore concorrenza sul mercato del lavoro.<\/p>\n<p>Il fabbisogno di lavoratori qualificati e meno qualificati, indispensabili per far funzionare l\u2019economia, e l\u2019elevato livello salariale sono i due fattori principali che fanno della Svizzera un paese d\u2019immigrazione, come indica il 14esimo rapporto dell&#8217;Osservatorio svizzero sulla libera circolazione fra Svizzera e UE del 3 luglio 2018.<\/p>\n<p>Secondo i dati della Segretaria di Stato dell&#8217;Economia (SECO) nel 2014 il salario mensile medio lordo nei 28 paesi dell\u2019UE ammontava a 2200 euro e raggiungeva quindi i due terzi del salario mensile medio lordo in Svizzera pari a 3428 euro a parit\u00e0 di potere d&#8217;acquisto.<\/p>\n<h2>Le prestazioni di servizi fino a 90 giorni<\/h2>\n<p>L\u2019Accordo sulla libera circolazione delle persone ha liberalizzato anche le prestazioni di servizi fino a 90 giorni lavorativi per anno civile. Considerato il divario salariale il mercato svizzero \u00e8 particolarmente attrattivo anche per questo tipo di prestazioni di lavoro che sono soggette a un obbligo di notifica di otto giorni.<\/p>\n<p>Questo preavviso consente alle autorit\u00e0 di controllo di poter effettuare eventuali verifiche delle condizioni salariali in tempo utile. Secondo i dati della SECO un terzo dei prestatori di servizio temporaneo rimane un giorno in Svizzera, mentre i due terzi effettuano il lavoro in cinque giorni al massimo.<\/p>\n<p>Secondo il rapporto della SECO , pubblicato il 12 giugno 2018, i i dimoranti temporanei soggetti all\u2019obbligo di notifica in Svizzera erano nel 2017 quasi 240&#8217;000 con un aumento del 5% rispetto al 2016. L\u2019aumento \u00e8 dovuto principalmente agli impieghi di breve durante nelle aziende svizzere nel settore del personale a prestito.<\/p>\n<h2>Il confronto europeo<\/h2>\n<p>Nel confronto europeo relativo alle prestazioni di servizi la Svizzera si situa al quinto posto nella classifica dei paesi di destinazione dei cittadini dell\u2019UE seguita da Paesi Bassi, Italia e eRegno Unito. Complessivamente, i dimoranti temporanei soggetti all\u2019obbligo di notifica hanno fornito un volume di lavoro pari a quello di 23 725 lavoratori all\u2019anno, che corrisponde allo 0,6% del volume di lavoro totale in Svizzera.<\/p>\n<p>Considerata l\u2019attrattivit\u00e0 del mercato del lavoro svizzero le misure di accompagnamento sono fondamentali per mantenere il livello salariale e ridurre al minimo il rischio di dumping. Senza un allentamento delle misure di accompagnamento non \u00e8 tuttavia possibile concludere un accordo istituzionale con l\u2019UE.<\/p>\n<h2>Alla ricerca del compromesso<\/h2>\n<p>Nel corso dell&#8217;estate 2018 il Governo svizzero taster\u00e0 il polso a sindacati, associazioni economiche e Cantoni per valutare il margine di manovra a favore di un allentamento delle misure di protezione dal dumping salariale.<\/p>\n<p>Per superare la resistenza a oltranza dei sindacati, il Governo svizzero dovr\u00e0 offrire adeguate contropartite: ad esempio l&#8217;aumento delle risorse per i controlli salariali, oppure la possibilit\u00e0 di agevolare la facolt\u00e0 per Cantoni e Confederazione di dichiarare di obbligatoriet\u00e0 generale i contratti collettivi di lavoro (CCL).<\/p>\n<p>L&#8217;obiettivo finale \u00e8 la conclusione di un accordo istituzionale che assicuri alla Svizzera un accesso stabile e indiscriminato al mercato europeo e consenta a Bruxelles di definire un quadro giuridico stabile ed equo con la Svizzera, che \u00e8 un paese terzo non membro dell&#8217;UE.<\/p>\n<p>L&#8217;adeguamento degli accordi bilaterali all&#8217;evoluzione del diritto europeo, la risoluzione delle controversie e la definizione delle eccezioni al campo d&#8217;applicazione dell&#8217;accordo istituzionale sono i punti centrali del negoziato in corso.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>(c) Andrea Arcidiacono<\/strong><\/p>\n<p><strong>Fonti:<\/strong><\/p>\n<ol>\n<li>Accordi bilaterali I, DFAE,\u00a0<a href=\"https:\/\/bit.ly\/2EOXTL7\">https:\/\/bit.ly\/2EOXTL7<\/a><\/li>\n<li>Libera circolazione delle persone, DFAE\u00a0<a href=\"https:\/\/bit.ly\/2NI2pOk\">https:\/\/bit.ly\/2NI2pOk<\/a><\/li>\n<li>Attuazione dell&#8217;iniziativa contro l&#8217;immigrazione di massa, SEM, \u00a0<a href=\"https:\/\/bit.ly\/2TxJivQ\">https:\/\/bit.ly\/2TxJivQ<\/a><\/li>\n<li>Obbligo di annunciare i posti vacanti, SECO, <a href=\"https:\/\/bit.ly\/2ENUPig\">\u00a0https:\/\/bit.ly\/2ENUPig<\/a><\/li>\n<li>Distacco e misure collaterali libera circolazione delle persone, SECO, <a href=\"https:\/\/bit.ly\/2TwtSrw\">https:\/\/bit.ly\/2TwtSrw<\/a><\/li>\n<li>Buona integrazione dei cittadini dell&#8217;UE nel mercato di lavoro in Svizzera, SECO, 3.7.2018, <a href=\"https:\/\/bit.ly\/2UjmTzm\">https:\/\/bit.ly\/2UjmTzm<\/a><\/li>\n<li>Lotta alla pressione salariale e al lavoro in nero, SECO, 12.6.2018, \u00a0<a href=\"https:\/\/bit.ly\/2EAJYH8\">https:\/\/bit.ly\/2EAJYH8<\/a><\/li>\n<li>Quadro giuridico e istituzionale, DFAE, <a href=\"https:\/\/bit.ly\/2XxkEui\">https:\/\/bit.ly\/2XxkEui<\/a><\/li>\n<\/ol>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Svizzera \u00e8 nel cuore dell\u2019Europa, ma non \u00e8 uno stato membro dell\u2019Unione Europea (UE). 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