{"id":27774,"date":"2021-08-01T15:17:18","date_gmt":"2021-08-01T13:17:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.arcidiacono-consulting.ch\/cara-svizzera-ti-scrivo\/"},"modified":"2021-12-18T17:24:46","modified_gmt":"2021-12-18T16:24:46","slug":"cara-svizzera-ti-scrivo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.arcidiacono-consulting.ch\/en\/cara-svizzera-ti-scrivo\/","title":{"rendered":"Cara Svizzera ti scrivo&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><strong>Cos\u00ec mi distraggo un po\u2019 in questa uggiosa giornata del primo agosto 2021 a Berna. E siccome \u00e8 il giorno della nostra festa nazionale, pi\u00f9 forte ti scriver\u00f2. Anche perch\u00e9 sono preoccupato dalle crescenti spaccature che attraversano il nostro paese. La crisi pandemica ha esasperato queste differenze in maniera preoccupante.<\/strong><\/p>\n<p><strong>(c) Andrea Arcidiacono<\/strong><\/p>\n<p>Siamo abituati a gestire queste differenze fra i partiti, le regioni linguistiche, la campagna e la citt\u00e0, la popolazione benestante e le persone meno abbienti grazie a oliati meccanismi istituzionali che assicurano la pacifica convivenza fra la maggioranza e le minoranze grazie alla costante ricerca di soluzioni di compromesso. La gestione della crisi sanitaria ha messo a dura prova il nostro sistema federalista basato sulla ripartizione equilibrata dei compiti fra Confederazione e Cantoni.<\/p>\n<h2><strong>Convincere, non costringere<\/strong><\/h2>\n<p>La via svizzera, basata sulla responsabilit\u00e0 individuale e la solidariet\u00e0 collettiva, ha retto bene alle onde d\u2019urto della pandemia, ma l\u2019incertezza legata all\u2019evoluzione del coronavirus crea paura, insicurezza ed esaspera gli animi. \u00a0Grazie ai vaccini disponiamo di una buona protezione dalla malattia, riduciamo il rischio di contagiare altre persone e freniamo la circolazione del coronavirus fra la popolazione.<\/p>\n<p>In Svizzera due terzi della popolazione adulta ha ricevuto almeno la prima dose del vaccino, mentre il 55% della popolazione adulta \u00e8 completamente vaccinato. \u00a0\u00c8 sicuramente un buon risultato intermedio, che potr\u00e0 essere migliorato attraverso il dialogo con le persone esitanti e un ampliamento dell\u2019offerta grazie anche a postazioni di vaccinazioni mobili.<\/p>\n<p>Nella campagna di vaccinazione la Svizzera ha sinora seguito la via della convinzione senza ricorrere a strumenti coercitivi, come l\u2019obbligo delle vaccinazioni contro il Covid-19 per il personale sanitario introdotto in Francia e in Italia.<\/p>\n<p>La legge federale sulle epidemie permette al Consiglio federale o ai Cantoni di introdurre l\u2019obbligo di vaccinazione per i gruppi di popolazione a rischio, per le particolarmente esposte e per quelle che esercitano determinate attivit\u00e0. Le autorit\u00e0 federali e cantonali non sono intenzionate a ricorrere a questi strumenti coercitivi, che rischiano di creare ancora pi\u00f9 tensioni fra il popolo dei vaccinati e quello dei non vaccinati<\/p>\n<h2><strong>Il sistema semaforo<\/strong><\/h2>\n<p>Se la situazione epidemiologica dovesse peggiorare, il Consiglio federale potrebbe estendere l\u2019obbligo del certificato Covid ad altri ambiti d\u2019attivit\u00e0, come i bar, i ristoranti, le manifestazioni con meno di mille persone, le strutture ricreative e per il tempo libero, le societ\u00e0 sportive e culturali, le visite a ospedali e case di cura. Queste attivit\u00e0 fanno parte del settore arancione nel sistema semaforo adottato dal governo svizzero.<\/p>\n<p>Il primo settore, quello verde, comprende i luoghi della vita quotidiana e i contatti con le autorit\u00e0. In questo settore il certificato Covid \u00e8 escluso, poich\u00e9 sono in gioco compiti statali e i diritti fondamentali. Fanno parte di questo settore le manifestazioni private e religiose, i trasporti pubblici, i negozi, il posto di lavoro e la scuola.<\/p>\n<p>Il terzo settore \u2013 quello rosso \u2013 prevede l\u2019uso obbligatorio del certificato Covid. Sinora in Svizzera il settore rosso comprende i viaggi all\u2019estero, le grandi manifestazioni con pi\u00f9 di 1000 persone e le discoteche. Il certificato Covid svizzero \u00e8 riconosciuto dai paesi dall\u2019Unione Europea (UE) e dell\u2019Associazione europea di libero scambio (AELS).<\/p>\n<h2><strong>Il virus dell\u2019intolleranza<\/strong><\/h2>\n<p>La pressione sulla popolazione non vaccinata \u2013 in particolare sul personale sanitario \u2013 \u00e8 destinata ad aumentare anche in Svizzera, come mostrano le nuove raccomandazioni della Confederazione ai Cantoni che sono invitati a rendere obbligatori i test per il personale sanitario non vaccinato o non guarito e a introdurre in modo obbligatorio il certificato Covid per i visitatori in ospedali, in case di cura e struttura di assistenza.<\/p>\n<p>Siamo ancora a livello di raccomandazioni, ma ci muoviamo in un settore molto delicato con il rischio di creare un fronte insanabile fra le persone vaccinate e quelle che non possono o non vogliono farsi vaccinare. Mi preoccupa il coronavirus, ma \u00e8 soprattutto la diffusione del virus dell\u2019intolleranza, che suddivide la popolazione in buoni e cattivi, a destare una forte inquietudine.<\/p>\n<p>Gli appelli all\u2019unit\u00e0 e alla coesione sono sicuramente importanti nella giornata della festa nazionale svizzera. Senza rispetto e tolleranza reciprochi nella vita quotidiana questi appelli rischiano di cadere nel vuoto.<\/p>\n<h2><strong>La votazione del 28 novembre<\/strong><\/h2>\n<p>La campagna per la votazione federale del 28 novembre sulla legge Covid 19 sar\u00e0 un importante banco di prova. Il 13 giugno 2021 la popolazione svizzera ha respinto con il 60% di voti contrari il primo referendum contro la legge federale urgente Covid-19 che crea le basi legali per gli interventi in campo sanitario, economico e sociale del Consiglio federale nella gestione della pandemia. Questi interventi sono limitati nel tempo e hanno permesso di sostenere in modo mirato le persone e le aziende pi\u00f9 toccate dalla crisi.<\/p>\n<p>La popolazione svizzera sar\u00e0 chiamata per la seconda volta a decidere i destini della legge federale urgente Covid-19. In questa seconda campagna i promotori del referendum si oppongono in modo particolare all\u2019uso del certificato Covid che \u00e8 ritenuto discriminatorio e lesivo della libert\u00e0 personale.<\/p>\n<p>I promotori del referendum si ergono a difensori esclusivi della libert\u00e0 e della sovranit\u00e0 popolare. Grazie al nostro sistema di democrazia diretta, che prevede i diritti d\u2019iniziative e di referendum, l\u2019ultima parola anche in ambito di gestione della pandemia spetter\u00e0 al popolo svizzero.<\/p>\n<p>Sar\u00e0 un test importante per valutare la qualit\u00e0 della nostra cultura politica. Sar\u00e0 un test importante per valutare la nostra capacit\u00e0 di arginare la diffusione del virus dell\u2019intolleranza. La posta in gioco \u00e8 molto alta. Non ci sono solamente i valori di libert\u00e0 individuale, ma anche i valori di solidariet\u00e0 e responsabilit\u00e0 collettiva che hanno sinora permesso alla Svizzera di gestire in modo pragmatico la crisi pandemica.<\/p>\n<p>Buona festa nazionale!<\/p>\n<p><strong>(c) Andrea Arcidiacono, Berna, 1 agosto 2021<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cos\u00ec mi distraggo un po\u2019 in questa uggiosa giornata del primo agosto 2021 a Berna. E siccome \u00e8 il giorno della nostra festa nazionale, pi\u00f9 forte ti scriver\u00f2. Anche perch\u00e9 sono preoccupato dalle crescenti spaccature che attraversano il nostro paese. 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