{"id":28126,"date":"2022-03-27T14:16:56","date_gmt":"2022-03-27T12:16:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.arcidiacono-consulting.ch\/?p=28126"},"modified":"2022-03-27T14:16:56","modified_gmt":"2022-03-27T12:16:56","slug":"alla-scoperta-dellindia-decimo-episodio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.arcidiacono-consulting.ch\/fr\/alla-scoperta-dellindia-decimo-episodio\/","title":{"rendered":"Alla scoperta dell&rsquo;India- decimo episodio"},"content":{"rendered":"<p>Nel 2002 il giovane Andrea Arci partiva alla volta dell&rsquo;India in un viaggio di scoperta di un paese senza limiti e dai confini precari.\u00a0Riviviamo insieme le tappe di questo periplo \u00a0fra mondo ideale e realt\u00e0. Ogni domenica un nuovo episodio.<\/p>\n<p><strong>(c) Andrea Arcidiacono, \u00a0tutti i diritti riservati 10\/12<\/strong><\/p>\n<p>Jaisalmer sembra uscita dal Deserto dei Tartari del geniale Buzzati. Le mura della fortezza dorata sono immerse pacificamente nella sabbia del deserto. La luna piena splende sulle facciate dei palazzi in arenaria color oro lavorati con abilit\u00e0 e fantasia. Ad un tratto rivedo il centro storico della capitale elvetica, i severi edifici in arenaria color grigiastro. L\u2019immutabile pietra \u00e8 una fedele presenza nel lungo viaggio. In terra indiana la pietra sabbiosa assume un nuovo volto inaspettato e giocoso grazie a fini decorazioni con fiori ad incastro e pavoni danzanti, balconi sporgenti e levigati ad arte che rendono lisca e tenera la ruvida pietra. In lontananza sembrano splendidi balconi in legno pregiato. Non \u00e8 possibile dimenticare le proprie radici, il proprio passato. Rappresentano un punto di riferimento costante. Durante il viaggio riaffiorano in modo nuovo e sorprendente, come l\u2019immutabile pietra si trasformano in una scintillante fortezza fuori dal tempo in attesa di un evento risolutore.<\/p>\n<h2>Verso il monsone<\/h2>\n<p>Negli ultimi due giorni del magico viaggio si scatenano le forze della natura. Durante la notte una tempesta di sabbia colpisce la parte Nord del Rajastan. Al risveglio lo spettacolo \u00e8 desolante: alberi divelti, recinti abbattuti ed i pali delle linee telefoniche scaraventati sull\u2019asfalto. Alle prime luci dell\u2019alba del giorno successivo il vento strappa dalle nuvole la pioggia che inonda gli aridi campi e trasforma le strade in sconfinate piscine. \u00c8 un assaggio anticipato del monsone di giugno. La temperatura cala di una decina di gradi. Mi sembra di essere atterrato in un altro paese. Sono contento di rientrare nella capitale indiana.<\/p>\n<p>Prima di arrivare alla pensione situata nel quartiere del grande bazar decido di passare in banca. Il distributore automatico \u00e8 a secco di banconote. Una solerte collaboratrice \u00e8 pronta ad introdurre nuovo \u201ccombustibile\u201d nella macchina elettronica. Dice che bisogna aspettare un paio di minuti. Nell\u2019attesa scambio un paio di parole con un altro cliente. Dopo un paio di battute in inglese ci accorgiamo di provenire dallo stesso paese. \u00c8 uno svizzero originario di Berna che da tre anni lavora in India per la cooperazione allo sviluppo.<\/p>\n<h2>India e Pakistan ai ferri corti<\/h2>\n<p>Le tensioni fra India e Pakistan diventano subito un argomento di conversazione. Mi spiega che la settimana scorsa l\u2019ambasciata svizzera ha distribuito a tutto il personale delle pastiglie di iodio da usare in caso di conflitto nucleare. Improvvisamente mi rendo conto dell\u2019assurdit\u00e0 della corsa agli armamenti che ha spinto India e Pakistan a dotarsi di armi atomiche. Nella guerra delle parole fra i due paesi alcune certezze vacillano. Il presidente pakistano minaccia di rispondere con i missili nucleari, se l\u2019India dovesse attaccare il Pakistan. Il presunto effetto deterrente delle armi nucleari potrebbe sciogliersi come neve al sole nel caso in cui dovessero prevalere decisioni irrazionali dettate dall\u2019istinto di sopravvivenza e dalla volont\u00e0 di rivalsa. Mi sento in balia di egoistici calcoli politici che potrebbero causare milioni e milioni di morti. Se non fosse per le armi nucleari, gli interessi economici in gioco e la necessit\u00e0 di proseguire la lotta contro l\u2019impero del male del terrorismo, gli Stati Uniti seguiti a ruota dagli altri paesi non avrebbero mosso un dito per evitare un conflitto dalle conseguenze inimmaginabili.<\/p>\n<h2>La guerra verbale<\/h2>\n<p>Nel perverso gioco delle alleanze il conflitto potrebbe innescare una reazione a catena incontrollata che coinvolgerebbe l\u2019intero globo. Per la prima volta prova paura. E un senso di disgusto. \u00c8 difficile districarsi nella ragnatela della guerra verbale che coinvolge i responsabili politici di grandi potenze e paesi emergenti in cerca di una caratura e di un profilo planetario. La minaccia di una guerra incombente \u00e8 una spina nel fianco per chi non ha mai conosciuto per sua fortuna le devastazioni belliche. Mi concedo ancora un paio di giorni di riflessione, ma nel mio intimo sono pronto a rientrare a casa. Nel frattempo gli Stati Uniti e altri paesi invitano i propri cittadini ed una parte del personale delle ambasciate a fare le valigie.<\/p>\n<p><strong>(c) Andrea Arcidiacono, \u00a0tutti i diritti riservati 10\/12 &#8211; continua<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel 2002 il giovane Andrea Arci partiva alla volta dell&rsquo;India in un viaggio di scoperta di un paese senza limiti e dai confini precari.\u00a0Riviviamo insieme le tappe di questo periplo \u00a0fra mondo ideale e realt\u00e0. 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