Alla scoperta dell’India – undicesimo episodio


Alla scoperta dell’India – undicesimo episodio

Nel 2002 il giovane Andrea Arci partiva alla volta dell’India in un viaggio di scoperta di un paese senza limiti e dai confini precari. Riviviamo insieme le tappe di questo periplo  fra mondo ideale e realtà. Ogni domenica un nuovo episodio.

(c) Andrea Arcidiacono,  tutti i diritti riservati 11/12

Il suggerimento innesca una reazione a catena controllata. A intervalli regolari molti turisti abbandonano il paese, come mostrano le immagini dei telegiornali serali. Decido di seguire l’onda e di anticipare il rientro in Svizzera. Ho davanti a me ancora alcuni giorni da trascorrere nella polverosa e animata strada del gran Bazar di Nuova Dehli. Il caldo torrido e la stanchezza rendono difficile la convivenza con le sollecitazioni della strada, maestra di vita. Il bambino dai capelli stopposi tende la mano e chiede con insistenza alcune rupie. Mi rendo conto del privilegio di essere nato in paradiso, come dicono gli indiani a proposito della Svizzera. Il privilegio di essere stati bambini senza aver dovuto tendere la mano per chiedere l’elemosina. Il privilegio di aver potuto educare la mano alla scrittura e al lavoro creativo.

Il grande bazar

Con un sacco di tela sulle spalle gli spazzini metropolitani rovistano nelle montagne di rifiuti alla ricerca di materiale e oggetti destinati ad una nuova vita. La puzza dei servizi igienici all’aperto diventa talvolta insopportabile. Gli insistenti richiami dei venditori ambulanti sono come il ronzio di una vespa fastidiosa che non riesci ad allontanare. In tarda serata il venditore di polli prende il posto del tabaccaio all’inizio della viuzza che conduce all’hotel Namaskar. Alla fine del viaggio tutto questo non sorprende più, ma diventa un elemento costante del film quotidiano. Il grande bazar rischia di annientarti con la sua tempesta di colori e di persone.

Alle fonti del Gange

Mi sembra ogni tanto di spremere un limone secco. Ho ancora due giorni a disposizione prima del grande rientro. Decido di partire per la città sacra di Haridwar. Un luogo di culto molto importante per gli indù che costituisce il punto di partenza per i pellegrinaggi che conducono alle famose fonti del Gange. Migliaia di persone sono in movimento ed assistono con calma alle cerimonie serali attorno alle scalinate. L’atmosfera è serena e rilassata. Un’oasi di pace al confronto della tensione e del continuo borbottio di Varanasi. In due ampolle d’ottone raccolgo l’acqua del sacro fiume in segno di rispetto per il privilegio di aver potuto scoprire questo paese infinito.

(c) Andrea Arcidiacono,  tutti i diritti riservati 11/12, continua 

 

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