8. août 2019
La cooperazione internazionale è vitale per il cinema svizzero
Nel settore cinematografico la cooperazione internazionale gioca un ruolo importante per un paese plurilingue e multiculturale, come la Svizzera, poiché facilita l’accesso al mercato. L’esclusione della Svizzera dal programma europeo di promozione cinematografica MEDIA è un problema, ha sottolineato il Consigliere federale Alain Berset nel tradizionale incontro con i media al Locarno Film Festival.
© Andrea Arcidiacono, 8 agosto 2019, Locarno
© Foto: Massimo Pacciorini-Job
La Svizzera dispone di un mandato di negoziazione con l’Unione Europea per aderire al programma Europa Creativa 2014-2020, che raggruppa il sostegno del settore audiovisivo e culturale.
La conclusione di un accordo in ambito audiovisivo e culturale è tuttavia rinviata al periodo 2021-2024, poiché l’Unione europea fa dipendere la conclusione del negoziato dalla conclusione dell’accordo quadro.
Le trattative fra la Svizzera e l’Unione Europea sull’accordo quadro sono in una situazione di stallo. È poco probabile che la situazione si sblocchi entro fine ottobre, quando l’attuale Presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker terminerà il suo mandato quadriennale per lasciare il posto a Ursula Von Der Leyen.
“Siamo alla ricerca di una via che ci permette di stabilizzare la situazione, poiché senza controparte non è possibile negoziare”, ha sottolineato il ministro della cultura Alain Berset.
Gli Accordi bilaterali e trilaterali con altri paesi – Germania, Austria, Francia, Italia, Comunità francese del Belgio, Lussemburgo, Canada e Messico – e le misure compensative finanziarie dell’Ufficio federale della cultura hanno permesso di attenuare gli effetti dell’esclusione della Svizzera dal programma europeo di promozione cinematografica MEDIA, come mostrano le cifre presentate a Locarno dall’Ufficio federale della cultura.
La Svizzera è infatti uno dei paesi europei con la quota più elevata di coproduzioni con 25 film nel 2018. “Le coproduzioni facilitano la distribuzione dei film all’estero e contribuiscono alla visibilità della creazione cinematografica svizzera,” ha sottolineato il Consigliere federale Alain Berset.
La sfida della trasformazione digitale
Il cinema riveste un ruolo importante anche nel messaggio sulla promozione della cultura 2021-2024 attualmente in consultazione. Il Consiglio federale propone al Parlamento un finanziamento totale di 943 milioni di franchi per il quadriennio 2021-2024 con un aumento complessivo di 35,4 milioni di franchi, che corrisponde a una crescita media annua del 2,9%. Sono previsti investimenti di 211 milioni di franchi nel settore cinematografico svizzero.
Anche in questo ambito d’attività umana la trasformazione digitale spinge all’innovazione, in particolare nella produzione, nella distribuzione e nell’accesso ai film. Con la digitalizzazione la gestione del patrimonio cinematografico svizzero diventa sempre più complessa. La Confederazione discuterà con diversi partner per garantire che i film prodotti prevalentemente con fondi federali siano accessibili al pubblico anche dopo la commercializzazione.
Le emittenti televisive, che offrono programmi per l’intera Svizzera o per una regione linguistica, sono obbligate a investire il 4 per cento delle loro entrate lorde nel cinema svizzero o pagare una tassa di compensazione. Questo obbligo sarà esteso anche ai fornitori di piattaforme cinematografiche online.
“Abbiamo stimato la cifra d’affari delle piattaforme online a 164 milioni di franchi. La tassa supplementare genererà 6,5 milioni di franchi supplementari che si aggiungeranno ai 60 milioni di franchi generati dalle emittenti televisive. Non è un’imposta obbligatoria, ma un obbligo d’investimento nel cinema svizzero,” ha sottolineato la direttrice dell’Ufficio federale della cultura Isabelle Chassot.
Le quote cinematografiche dividono
Le piattaforme cinematografiche online – come Netflix – che saranno inoltre tenute a riservare il 30 per cento del loro catalogo al cinema europeo. Molti paesi europei hanno già introdotto questa quota minima che contribuisce ad accrescere la diversità dell’offerta, ha ricordato Ivo Kummer, capo della sezione cinema dell’Ufficio federale della cultura.
Il settore cinematografico elvetico si batte per l’introduzione di una quota minima per i film svizzeri che varia dal 15 al 20 per cento. La Francia e l’Italia hanno già introdotto quote del 40 rispettivamente del 15 per cento. Secondo l’Ufficio federale della cultura le quote minime per il cinema svizzero rappresentano un’ingerenza nella libertà imprenditoriale.
Rafforzare gli scambi linguistici
Il messaggio sulla promozione della cultura 2021-2024 pone un accento particolare anche sul rafforzamento degli scambi fra le varie regioni linguistiche della Svizzera. Solamente il 2 per cento degli studenti delle scuole dell’obbligo e delle scuole di formazione generale del livello secondario ha partecipato a un progetto nazionale di scambio linguistico con un’altra regione linguistica.
“Nel periodo 2021-2024 vogliamo raggiungere un tasso di scambio del 15 per cento. Abbiamo creato una fondazione comune e l’agenzia MOVETIA che è al servizio delle scuole e degli scambi linguistici. Proponiamo un investimento supplementare di 10 milioni di franchi,” ha sottolineato Isabelle Chassot, direttrice dell’Ufficio federale della cultura.
La promozione della lingua e cultura italiana e romancia è pure fondamentale per la coesione nazionale in Svizzera. La Confederazione continuerà a sostenere progetti di formazione bilingui con l’italiano che hanno permesso la creazione di maturità bilingui nei cantoni Berna e Vaud. La Confederazione sosterrà inoltre offerte formative in romancio per bambini in età prescolastica e scolastica al di fuori dei Grigioni.

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