Private Equity fra Svizzera e Italia

Private Equity Svizzera e Italia KPMG


Private Equity fra Svizzera e Italia

L’investimento di capitale di rischio in società non quotate in borsa richiede trasparenza, fiducia e volontà di collaborazione dell’imprenditore con l’investitore per dare nuovi impulsi di crescita e sviluppo aziendale. È questo un elemento centrale emerso dalla conferenza organizzata il 21 novembre 2025 dalla KPMG in collaborazione con la Camera di Commercio Italiana per la Svizzera al Consolato generale d’Italia a Lugano dedicata al ruolo del Private Equity nello sviluppo imprenditoriale con interventi di esperti del settore e testimonianze dirette. 

© Andrea Arcidiacono, Lugano, 21 novembre 2025

Nel suo intervento iniziale Uberto Vanni d’Archirafi, Console generale d’Italia a Lugano, ha messo in evidenza i punti di forza di Italia e Svizzera che hanno favorito lo sviluppo della cooperazione anche nel settore degli investimenti in aziende non quotate in borsa. Lorenzo Job, direttore di KPMG Lugano, ha sottolineato l’importanza del Private Equity nei due paesi e in particolare in Italia, che dispone di imprenditori molto capaci, ma che sono spesso confrontati con sfide importanti nella gestione della successione aziendale e nell’apertura internazionale dell’attività.
 
Gianluigi Manna, esperto di Private Equity di lunga data, ha messo l’accento sull’importanza centrale della collaborazione dell’imprenditore e dei manager con il team dei fondi d’investimenti nella creazione di valore aggiunto. La creazione di un’organizzazione ad ampio respiro, che attira talenti nelle posizioni dirigenziali, è essenziale per il successo dell’operazione di finanziamento aziendale.
 
La collaborazione con un team di consulenti, che mette a disposizione le migliori pratiche, l’esperienza in casi simili, e la rete di contatti nazionali e internazionali, è pure fondamentale nelle attività di acquisizione e trasformazione aziendale. La selezione del fondo d’investimento ideale dipende dagli obiettivi strategici, dal volume dell’investimento, dal focus geografico e da quello settoriale, ha sostenuto Manna. 
 
Renato Usoni, manager e ingegnere industriale, ha portato la sua testimonianza personale come amministratore delegato del gruppo Riri nel periodo di passaggio da ben tre fondi di private equity. Nel 2023 il gruppo industriale Oerlikon ha acquisito il gruppo Riri diventato celebre nel mondo intero per le sue cerniere. Il passaggio da manager industriale in Italia a imprenditore in Svizzera è stato il capitolo più appagante della sua carriera. 
 
L’interesse genuino per la strategia a medio-lungo termine, la partecipazione al rischio e al successo aziendale, la condivisione di un obiettivo comune nonché il mantenimento del capitale umano al momento del passaggio di proprietà sono fattori decisivi per la riuscita dell’investimento. L’eccesso di leva finanziaria, le acquisizioni errate e la resilienza dei manager sono fra i maggiori fattori di rischio, ha rilevato Usoni. 
 
Gli aspetti fiscali delle acquisizioni aziendali sono stati affrontati in modo approfondito sul versante svizzero e italiano da Simon Juon, partner e consulente fiscale KPMG a Zurigo, e Valeria Peccerillo, partner associato e consulente fiscale KPMG a Milano.

L’avvocato Marco Fusi, partner dello studio Altenburger, si è concentrato sugli aspetti legali della decisione di vendita aziendale, mettendo in rilievo l’importanza della “due diligence”, nella quale l’acquirente esamina in modo certosino lo società in vendita dal punto di vista legale, fiscale, contabile e operativo. 

© Andrea Arcidiacono, Lugano, 21 novembre 2025

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